Chiesa di San Giuseppe
Sopra la sacrestia della vecchia chiesa di Sant’Antonio Abate esisteva un locale dedicato a San Giuseppe, denominato Oratorio di San Giuseppe nella visita pastorale del 1722, che fungeva da sede per i Confratelli del Santissimo Sacramento dove essi si riunivano per svolgere le loro pratiche religiose e per le periodiche adunanze. Quando, verso il 1820, la vecchia chiesa fu abbattuta, lo fu anche l’annessa sacrestia e la sede della Confraternita. Negli anni seguenti i Confratelli cercarono invano una nuova sede per l’oratorio finchè nel 1839, quando si stava realizzando l’attuale via Roma, la trovarono adattando, sembra, a luogo sacro un edificio esistente.
La prima pietra fu posta il 6 maggio 1839; la chiesa venne terminata e benedetta la domenica 28 agosto 1842 dal parroco Alessandro Crotti, su licenza dell’arcivescovo, per poterla utilizzare nella settimana entrante per le funzioni religiose a causa della temporanea impraticabilità della chiesa parrocchiale.
La chiesa ha il soffitto a volta. Al di sopra dell’altare vi è una nicchia con la statua di San Giuseppe con in braccio il Bambino. Adiacente alla parete destra e con essa comunicante vi è un piccolo locale che funge da sacrestia, realizzato presumibilmente verso la metà del ‘900.
Il parroco Achille Motta fece predisporre nella facciata quattro nicchie agli inizi del ‘900.
Le notizie che seguono sono tratte dalle annotazioni del parroco Pozzi sul “Liber Chronicus”.
Nel 1933, nella festa del patrocinio di S. Giuseppe, fu benedetta la facciata rinfrescata a nuovo e le quattro statue in cemento per le nicchie, ancor vuote dalla loro costruzione, rappresentanti S. Gioachino e S. Anna in alto, S. Ambrogio e S. Carlo al basso.
Nel 1935 la chiesa fu imbiancata internamente e vennero aggiunte le statue di S. Carlo e di S. Rita colle relative mensole.
Nel 1941 furono create, decorate e illuminate le due cappelline che si fronteggiano dalle pareti laterali. Fu decorata e illuminata la nicchia di san Giuseppe e tanto al simulacro del Santo quanto a quello del Bambino furono fatte opportune modifiche. Il pavimento, pieno di buche e rappezzi, venne sostituito con uno fatto a marmette colorate.
Nel 1954-55 furono aggiunti dei dipinti. Sulla fronte dell’arco che introduce all’abside S. Giuseppe in Cielo che protegge la famiglia e il lavoro dei contadini ed operai.
Sulle pareti laterali: lo Sposalizio, la Presentazione di Gesù al Tempio, la morte del Santo e la sua protezione dal Cielo sulla Chiesa (Universale, Diocesana, Parrocchiale). Ai fianchi dell'altare i due testi evangelici, che narrano le apparizioni dell'Angelo a S. Giuseppe.
Fonti:
- Archivio parrocchiale di Valmadrera
- La mia Valmadrera da borgo a città (Ed. 2004) di G. Brusadelli, A. Dell’Oro, B. Canali, V. Dell’Oro