Servizi liturgici
Cantori
La tradizione musicale della Chiesa costituisce un patrimonio di inestimabile valore, che eccelle tra le altre espressioni dell'arte, specialmente per il fatto che il canto sacro, unito alle parole, è parte necessaria ed integrante della Liturgia solenne.
Il canto sacro è stato lodato sia nella Sacra Scrittura, sia dai Padri, sia dai Romani Pontefici che recentemente, a cominciare da S. Pio X, hanno sottolineato con insistenza il compito ministeriale della musica sacra nel servizio divino.
Perciò la musica sacra sarà tanto più santa quanto più strettamente sarà unita all'azione liturgica, sia esprimendo più dolcemente la preghiera e favorendo l'unanimità, sia arricchendo di maggiore solennità i riti sacri. La Chiesa poi approva e ammette nel culto divino tutte le forme della vera arte, purché dotata delle qualità necessarie.
Il sacro Concilio quindi, conservando le norme e le prescrizioni della disciplina e della tradizione ecclesiastica e mirando al fine della musica sacra, che è la gloria di Dio e la santificazione dei fedeli, stabilisce quanto segue.
L'azione liturgica riveste una forma più nobile quando i divini Uffici sono celebrati solennemente in canto, con i sacri ministri e la partecipazione attiva del popolo.
Si conservi e si incrementi con grande cura il patrimonio della musica sacra. Si promuovano con impegno le "scholae cantorum" specialmente presso le chiese cattedrali; i Vescovi e gli altri pastori d'anime curino diligentemente che in ogni azione sacra celebrata in canto tutta l'assemblea dei fedeli possa dare la sua partecipazione attiva.
Ai musicisti, ai cantori, e in primo luogo ai fanciulli, si dia anche una vera formazione liturgica.
La Chiesa riconosce il canto gregoriano come canto proprio della liturgia romana: perciò, nelle azioni liturgiche, a parità di condizioni, gli si riservi il posto principale.
Gli altri generi di musica sacra, e specialmente la polifonia, non si escludono affatto dalla celebrazione dei divini Uffici, purché rispondano allo spirito dell'azione liturgica.
Si promuova con impegno il canto popolare religioso, in modo che nei pii e sacri esercizi, come pure nelle stesse azioni liturgiche, secondo le norme stabilite nelle rubriche, possano risuonare le voci dei fedeli.
I musicisti, animati di spirito cristiano, comprendano di essere chiamati a coltivare la musica sacra e ad accrescere il suo patrimonio. Compongano melodie che abbiano le caratteristiche della vera musica sacra, che possano essere cantate anche dalle "scholae" minori, e che favoriscano la partecipazione attiva di tutta l'assemblea dei fedeli.
I testi destinati al canto sacro siano conformi alla dottrina cattolica, anzi siano presi di preferenza dalla Sacra Scrittura e dalle fonti liturgiche.
Dalla Costituzione del Concilio Vaticano II su la Sacra Liturgia (Sacrosantum Concilium), capitolo VI, La Musica Sacra
Chierichetti
Il ministrante è colui che presta il servizio all’altare svolgendo le sue funzioni che sono: portare la Croce, le due candele, le 6 candele al Santo, il lavabo, portare le ampolline, suonare il campanello all’Eucarestia, portare l’incenso (con il turibolo e navicella); assiste unitamente al sacerdote alla celebrazione eucaristica e, pur essendo sull’altare, si sente membro dell’assemblea liturgica e in quanto tale canta e prega insieme a tutti.
Il Gruppo ministranti, (costituito attualmente da 25 ragazzi), presta il servizio all’altare durante le Messe domenicali.
Per far parte del Gruppo Ministranti occorrono alcuni elementi essenziali:
- Partecipazione agli incontri formativi del gruppo
- Puntualità all’orario di servizio e all’incontro formativo, che permette di capire fondamentalmente ciò che si è chiamati a fare e di prepararsi adeguatamente
- Presenza ai turni di servizio, anche se richiedono qualche rinuncia, se coincidono con attività personali
- Composto atteggiamento di preghiera che comporta:
- Stare in silenzio: fa parte della celebrazione stessa e permette maggiore attenzione
- Stare in piedi durante la proclamazione del Vangelo: è un comportamento di rispetto verso qualcuno cui dobbiamo attenzione, è un segno di gioia e di libertà
- Stare seduti ed ascoltare chi parla: è il segno di chi si fa discepolo, scolaro, di chi vuole imparare
- Stare in ginocchio: è espressione di umiltà, di penitenza, di adorazione e di intenso raccoglimento nella preghiera individuale
Inoltre il ministrante deve ricordarsi che, movendosi in processione, si cammina sempre alla presenza di Dio, non è come correre in strada.
Lettori
Nella chiesa cattolica il Lettorato è il ministero che conferisce l'incarico di proclamare la parola di Dio all'assemblea liturgica. A costoro viene affidata anche la preparazione dei fedeli alla comprensione della parola di Dio. Si tratta quindi di un ministero con compiti di catechista, di educazione alla vita sacramentale e di evangelizzazione.
Un tempo veniva amministrato all'interno degli ordini sacri minori; oggi il ministero può essere esercitato anche da laici.
Presupposto fondamentale per l'esercizio del Lettorato è la conoscenza, la mediazione e la testimonianza della parola di Dio.
Nel rito ambrosiano il lettore, prima di leggere la prima e la seconda lettura, si rivolge al sacerdote invocando la benedizione con la formula "Benedicimi padre".
Su tale servizio Benedetto XVI, nell' Esortazione apostolica postsinodale Verbum Domini (30.09.2010), scrive:
Proclamazione della Parola e ministero del lettorato
58. Già nell’Assemblea sinodale sull’Eucaristia era stata chiesta una maggior cura della proclamazione della Parola di Dio. Come è noto, mentre il Vangelo è proclamato dal sacerdote o dal diacono, la prima e la seconda lettura nella tradizione latina vengono proclamate dal lettore incaricato, uomo o donna. Vorrei qui farmi voce dei Padri sinodali che anche in questa circostanza hanno sottolineato la necessità di curare con una formazione adeguata l’esercizio del munus di lettore nella celebrazione liturgica ed in modo particolare il ministero del lettorato, che, come tale, nel rito latino, è ministero laicale. È necessario che i lettori incaricati di tale ufficio, anche se non ne avessero ricevuta l’istituzione, siano veramente idonei e preparati con impegno. Tale preparazione deve essere sia biblica e liturgica, che tecnica: «La formazione biblica deve portare i lettori a saper inquadrare le letture nel loro contesto e a cogliere il centro dell’annunzio rivelato alla luce della fede. La formazione liturgica deve comunicare ai lettori una certa facilità nel percepire il senso e la struttura della liturgia della Parola e le motivazioni del rapporto fra la liturgia della Parola e la liturgia eucaristica. La preparazione tecnica deve rendere i lettori sempre più idonei all’arte di leggere in pubblico, sia a voce libera, sia con l’aiuto dei moderni strumenti di amplificazione».
Disposizioni per funerali
A seguito di ascolti e valutazioni, anche d’accordo con il Vicario episcopale della zona pastorale (Ordinario di luogo), ma soprattutto, nell’ottemperanza al Sinodo 47° della nostra Diocesi di Milano, tenendo conto anche della complessità di diversi elementi in gioco per Valmadrera, si dispone:
Per essere davvero la Chiesa di Gesù, è necessario ascoltare le indicazioni che vengono dai Pastori e fidarsi di ciò che ci viene richiesto, per avere un senso spirituale e comunitario della celebrazione liturgica.
La preghiera di veglia nella casa del defunto: a discrezione della famiglia è possibile fare richiesta di un sacerdote (se gli è possibile), o di un ministro della Parrocchia (ministro della comunione o una suora), concordando di volta in volta l’orario più consono.
Il luogo della celebrazione del rito delle esequie: la Chiesa parrocchiale è il luogo principale delle celebrazioni liturgiche della vita della comunità; nelle chiese dello Spirito Santo (Caserta) o nella chiesa di Parè sarà possibile solo per validi motivi, previa valutazione del parroco e accordi con lui.
Gli orari delle celebrazioni restano quelli già concordati con il Comune di Valmadrera: i giorni feriali 9.45 al mattino; 14.30 al pomeriggio (alle 15.30 dal 15 giugno al 15 settembre, solo come secondo funerale della giornata. Di norma si privilegerà le ore 9.45 del mattino). Il sabato prevalentemente il mattino alle ore 9.45; un eventuale secondo funerale alle ore 11.15 se prevista cremazione.
Il corteo: per favorire un miglior clima di vera preghiera, oltre alle difficoltà oggettive della viabilità del traffico, il corteo verso il cimitero viene sospeso. Terminata la celebrazione, la benedizione della salma, anche se non necessaria, sarà possibile direttamente presso i cimiteri, sia quello di Via Mons. A. Pozzi (nuovo), sia presso il cimitero di Via Manzoni (vecchio). Tutti i famigliari e i partecipanti si ritrovano direttamente al cimitero, presso i parcheggi segnalati dall’Amministrazione comunale.
Per il motivo suddetto, cioè per favorire la preghiera, viene reintrodotta la recita del Rosario (almeno, o pressapoco) mezz’ora prima della celebrazione, con il feretro presente in chiesa, invitando ogni volta l’assemblea al raccoglimento. Il rosario verrà recitato da un addetto alla liturgia. In questo tempo sarà anche possibile accostarsi al Sacramento della Riconciliazione (Confessione), pur in tempi brevi. Invitiamo i parenti e i fedeli a non salutarsi durante la recita del rosario, per evitare il disturbo della preghiera, ma al termine della celebrazione.
Canti e preghiere-lettere: durante la celebrazione sono indicati solo canti liturgici e preghiere. Altri tipi di musiche strumentali non consone alla liturgia, non sono consentiti.
Per il resto, se sono richieste letture di lettere commemorative o testi non pertinenti alla Liturgia, il luogo adatto è all’esterno della Chiesa; in caso di maltempo, terminata la celebrazione, prima di uscire con il feretro, stando in fondo alla chiesa, si può leggere con un radio microfono, mentre la gente sosta all’interno e si prepara all’uscita, in atteggiamento di ascolto.
A seconda delle opportunità, il Parroco valuterà la celebrazione delle esequie solo con la Liturgia della parola.
Le ceneri: tenendo presente che, secondo le disposizioni liturgiche, tutte le benedizioni sono già avvenute durante la celebrazione eucaristica, la benedizione delle ceneri non è indispensabile. Per chi la desidera gli orari per la benedizione delle ceneri rimangono il martedì e giovedì alle ore 9.15, presso la Chiesa parrocchiale, indi al cimitero.
E’ bene ricordare che la Parrocchia si regge sulla generosità dei fedeli. E’ perciò consigliata una significativa offerta che andrà per tutte le necessità della Parrocchia e della sua carità.