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Chiesa di San Tomaso

Località San Tomaso

La piccola chiesa, ubicata nella località alpestre di San Tomaso, non presenta, sia ad un esame visivo che da indagini stratigrafiche, alcun elemento anteriore al XIX secolo. Poiché però la cappella è citata nell’elenco delle chiese esistenti stilato da Goffredo da Bussero alla fine del 1200 è verosimile supporre che l’attuale edificio sorga nella stessa posizione di quello medioevale. Al tempo delle visite pastorali di San Carlo (1566, 1583) la chiesa risultava essere ad una sola navata con abside semicircolare coperto da volta e appariva ridotta in miserevoli condizioni, abbandonata all’incuria: tetto pericolante, altare semidistrutto, finestre senza vetri, porta d’ingresso sgangherata. 

Alla fine del ‘500, inizio del ‘600, constatato che nulla era stato fatto per migliorare lo stato delle cose, che anzi era peggiorato, fu interdetta al culto e nel corso del tempo fu del tutto demolita.  L’attuale chiesa fu fatta costruire nel 1838 dai Fatebenefratelli che nel 1700 avevano ereditato le proprietà che i nobili Mandelli avevano in Valmadrera, tra cui anche quelli della piana di San Tomaso. Essa fu dedicata a San Tomaso e a San Giovanni di Dio fondatore dell’ordine ospedaliero detto dei Fatebenefratelli.

E’ un piccolo tempio ad aula rettangolare, soffittata, abside coperto da volta, pavimento in quadrelle di cotto. Ubicata sulla facciata vi è la porta d’entrata, rettangolare con riquadro in granito e soprastante lunetta; un’altra porta, all’interno, è comunicante con l’edificio della sacrestia. L’unica parete decorata è quella di fondo del presbiterio mentre le altre sono rivestite da un solo intonaco a base di calce. La pala d’altare è un dipinto su tela raffigurante la Madonna con i santi Tommaso e Giovanni di Dio; l’autore è ignoto e la datazione è da attribuire al XIX secolo. 

Dal tetto emerge un piccolo campanile a vela.

Adiacente alla parete di sinistra della chiesa vi è un casolare a due piani con un locale a pianterreno che può fungere da sacrestia e una camera al primo piano. Questa costruzione è comunicante con un altro casolare che sorge alle spalle della chiesa, anch’esso a due piani, con un’ampia cucina e un piccolo servizio a pianterreno e un’ampia camera al primo piano. 

Nel 1978 la Comunità Montana del Lario Orientale acquistò dai Fatebenefratelli tutti i loro possedimenti di S. Tomaso. La chiesetta fu data in gestione alla parrocchia di Valmadrera. 

La pala d’altare, che si trovava in un cattivo stato di conservazione, fu restaurata ed inaugurata nel mese di ottobre del 2000. In precedenza sottoposti a restauro erano stati i dipinti murali, risalenti al XIX secolo, di autore ignoto, che coprono la parete d’altare del presbiterio.

Fonti
- La mia Valmadrera da borgo a città (Ed. 2004)  di G. Brusadelli, A. Dell’Oro, B. Canali, V. Dell’Oro 
- San Tomaso (Ed. 2002) Pubblicazione della Comunità Montana del Lario Orientale